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Non c’è catena più sottile del desiderio.
Inizia come un pensiero,
diventa attesa,
e poi mancanza.
Quando l’anima si lega all’immagine di qualcuno,
non ama: teme di perdere.
E nel timore, si stringe alla sua stessa gabbia.
La libertà non è il silenzio del cuore,
ma la capacità di ascoltarlo senza esserne travolta.
È dire al proprio sentire:
ti vedo, ma non ti seguo.
Marco Aurelio insegnava:
non possiamo dominare gli eventi,
ma possiamo scegliere il significato che diamo loro.
Il potere è nel pensiero,
non nell’attesa di una risposta.
E allora, nel tumulto del desiderio,
riconosco ciò che davvero arde in me:
la sete d’anima che chiede libertà.
Non è lui che cerco,
ma una parte di me che ho smarrito.
Ogni volta che non ricevo ciò che voglio,
la vita mi invita a ricevere me stessa.
Così respiro.
Lascio che il vuoto mi parli.
Scopro che non è assenza,
ma spazio.
E in quello spazio,
dove nulla è mio e tutto è possibile,
abita la libertà.